Avv. Ugo Cacciatore
Esperto in separazioni e divorzi, specializzato in diritto delle relazioni famigliari.

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Guarda questo video in cui spiego perché ho scelto di occuparmi di questa delicata e importante fase nella vita delle persone.

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affrontare senza timori trattative e tribunali

smettere di preoccuparti per le pretese dell'ex

vivere con tranquillità questo momento delicato

Benvenuti,

sono l’Avvocato Ugo Cacciatore, titolare dello studio legale che porta il mio nome. 

Qui a Parma negli anni ho aiutato centinaia di persone a elaborare al meglio la fine del proprio matrimonio, per alcuni diventato un vero fardello. In prima istanza sono questioni spesso dolorose, ma è vero anche che per molti si tratta di un passaggio fondamentale sulla strada che porta al raggiungimento del benessere generale.

Tanti hanno potuto così ricostruire una esistenza migliore e mi raccontano come la vita del proprio nucleo familiare sia diventata oggi molto più felice.

Che si cerchi di risolvere la situazione tramite un accordo oppure in tribunale davanti al giudice, ci sono cose importanti che bisogna sapere.

Perché quello che a me interessa sul serio è essere pronti a ogni evenienza: «se vuoi la pace, prepara la guerra», avevano ragione gli antichi romani, e ancora oggi nel diritto matrimoniale lo reputo un approccio corretto. 

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Ho però deciso di informare al meglio anche chi non ha ancora maturato la scelta definitiva di affrontare una separazione o un divorzio. Sono molte le cose che tanti coniugi ignorano completamente, tante le cose che sarebbe meglio conoscere anche se si è felicemente sposati.

Quanto costerà la vostra separazione?

Avrai diritto a tenere i tuoi figli? 

E l’assegno di mantenimento, come funziona? 

Sono ricorrenti le domande che in tanti si fanno e a cui mi sento in dovere di rispondere, perciò ho creato uno spazio apposito, dove troverete le risposte di cui avete urgente bisogno.  
Se vuoi scoprire tutto quello che bisogna sapere prima di ricorrere al divorzio, clicca sul pulsante qui sotto.
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SEPARAZIONE E DIVORZIO - Domande Frequenti

1) Qu​ali sono le tempistiche di una separazione?

Molto dipende da che tipo di separazione si tratta, dato che nel nostro ordinamento ne esistono infatti due tipi, con i relativi, diversi, procedimenti.

Se trattiamo infatti di separazione consensuale, essa si caratterizza per brevità del giudizio, è un procedimento rapido. Con essa i coniugi raggiungono un accordo che deve essere confermato davanti al Presidente del Tribunale, ha efficacia e validità nel momento in cui viene omologato dal Tribunale.
Il giudizio di separazione consensuale si elabora in una unica udienza che è fissata nell'arco di qualche mese dal Presidente del Tribunale, davanti al quale i coniugi compaiono per sottoscrivere le condizioni di separazione concordate. E compito del Giudice verificare che queste condizioni rispondano all'interesse dei figli.

Se invece trattiamo di separazione giudiziale essa non si risolve in una singola udienza, ma, perdurando il conflitto tra i coniugi, tale tipo di giudizio può durare anche anni, soprattutto se vi sono forti discordanze riguardo l'affidamento dei figli, il loro mantenimento o il mantenimento del coniuge economicamente più debole.

2) Dopo quanto tempo dalla separazione si può chiedere il divorzio?

Il termine​ è di sei mesi in caso di separazione consensuale e di un anno negli altri casi; è necessaria che vi sia ininterrotta separazione ​dalla comparizione dei coniugi davanti al presidente del tribunale​. ​Per la proponibilità della domanda di divorzio, il termine decorre dall'udienza presidenziale nella quale è stato emesso il provvedimento di autorizzazione dei coniugi a vivere separati, anche se la sentenza di separazione del Tribunale interviene in un momento successivo.


3) Dopo il deposito del ricorso per separazione, se mi compro una casa, questa è di mia proprietà?

Con l'entrata in vigore della legge sul c​osiddetto divorzio breve, il legislatore ​ha inserito un’ulteriore comma che prevede in caso di separazione giudiziale la comunione legale dei coniugi si sciog​a​ nel momento in cui il presidente del tribunale alla prima udienza di comparizione adotta i provvedimenti temporanei ed urgenti, autorizza​ndo così i coniugi a vivere separati​. In caso di separazione consensuale questo avviene da​ quando viene prescritto il  processo verbale di separazione dei coniugi dinanzi al presidente, purché successivamente omologato.
​Ciascun coniuge potrà acquistare un immobile​ che sarà di sua esclusiva proprietà​ già da subito dopo l'udienza davanti al Presidente del tribunale, sia in caso di separazione giudiziale che in quella consensuale.

4) ​Quando posso chiedere la modifica delle condizioni di separazione?

L'art. 155 (ter) del codice civile ​recita che "i genitori hanno il diritto di chiedere in ogni tempo la revisione delle disposizioni concernenti l'affidamento dei figli, l'attribuzione dell'esercizio della potestà su di essi e delle eventuali disposizioni relative alla misura e alla modalità dell'assegno di mantenimento".
Sempre in relazione alla revisione è ​determinante  anche l'art. 710 del codice di procedura penale,​che precisa: "Le parti possono sempre chiedere, con le forme del procedimento in camera di consiglio, la modificazione dei provvedimenti riguardanti i coniugi e la prole, conseguenti alla separazione...".
Sia nel corso del giudizio di separazione, sia successivamente alla sentenza o all'omologa, ciascun​ ex coniuge può quindi chiedere al giudice di rivedere le disposizioni in materia di affidamento e mantenimento​. Questo può avvenire  per qualunque motivo, non necessariamente connesso al ​cambiare della situazione​;​ non ​è quindi necessario che le condizioni economiche delle parti siano mutate in meglio o in peggio​.

5) Quando deve essere corrisposto l'assegno divorzile?

Con la sentenza​ di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio​ è il Tribunale che dispone l'obbligo per un coniuge di somministrare periodicamente a favore dell'altro un assegno quando quest'ultimo non ha mezzi adeguati o comunque non può procurarseli per ragioni oggettive.
Su accordo delle parti, la corresponsione può avvenire in unica soluzione (​una tantum)​, in questo caso Il Tribunale si limita a valutare la congruità dell'importo.
Per stabilire l'importo i coniugi devono presentare ​ogni documentazione relativa ai loro redditi e al loro patrimonio personale e comune.
In caso di contestazioni, il Tribunale dispone le necessarie indagini.
L'obbligo di corresponsione dell'assegno termina se il coniuge al quale deve essere corrisposto passa a nuove nozze.

6) Quali sono le condizioni per poter ottenere il divorzio?

Lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio può essere domandato da uno dei coniugi ​in diverse circostanze: 

​- In caso di condanna​ (con sentenza passata in giudicato), anche per fatti commessi in precedenza, a una pena complessiva superiore a quindici anni, oppure a qualsiasi pena per induzione, costrizione, sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione o per qualsiasi condanna per danni ​a coniuge o prole. 
- ​Nel caso in cui un procedimento penale per incesto si è concluso con sentenza di proscioglimento o di assoluzione che dichiari non punibile il fatto per mancanza di pubblico scandalo​. 

​- ​Se l'altro coniuge​ è cittadino straniero e ha ottenuto all'estero l'annullamento o lo scioglimento del matrimonio (o ha stipulato all'estero nuovo matrimonio​).
​- Se il matrimonio non è stato consumato.
​- Se è passata in giudicato sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso.

​In tutti i ​casi, per la proposizione della domanda di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, le separazioni devono essersi protratte ininterrottamente da almeno dodici mesi dall'avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al Presidente del Tribunale nella procedura di separazione personale e da sei mesi nel caso di separazione consensuale, anche quando il giudizio da contenzioso si sia trasformato in consensuale.
L'eventuale interruzione della separazione deve essere esclusa dal computo.

​7) Con quali modalità vengono affidati i figli?

​In sede di separazione deve essere sempre preferito l'affidamento congiunto, a meno che questo non contrasti con l'interesse dei figli.
L'accordo consensuale​ (o la sentenza giudiziale) stabilisce a quale dei coniugi sono affidati i figli​ ​e a quali condizioni​; stabilisce inoltre l'importo relativo al loro mantenimento a carico del coniuge non affidatario.
Il Tribunale stabilisce ​in che misura e con quali modalità il genitore che non ​vive con la prole deve contribuire al mantenimento, all'istruzione e all'educazione dei figli, nonché le modalità di esercizio dei suoi diritti nei rapporti con essi.
Con l'affidamento condiviso, ciascun genitore ha l'esercizio della potestà sui figli​: le decisioni che riguardano i figli​ sono adottate da entrambi i genitori.
L'obbligo di mantenere, educare ed istruire i figli, nati o adottati durante il matrimonio, permane anche nel caso di passaggio a nuove nozze di uno o di entrambi i genitori.

8) Come funziona l'assegno di mantenimento?

Il giudice stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia "addebitabile" la separazione il diritto di ricevere dall'altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia redditi propri o essi non siano ritenuti adeguati. L'entità d​el cosiddetto assegno di mantenimento​ è infatti determinata in relazione alle circostanze e ai redditi del coniuge obbligato.
​Diversamente, vi è l'obbligo di prestare gli alimenti per chi versa in stato di bisogno e non è in grado di provvedere autonomamente e per ragioni obiettive.
​Gli alimenti rappresentano un contributo indispensabile per consentire di soddisfare i bisogni primari dell'individuo e si differenziano quiondi dal mantenimento.
Il giudice può disporre il sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato (in caso di inadempienza) e ordinare a terzi (ad esempio il datore di lavoro​) che una parte d​ei crediti vantati dall'obbligato venga versata direttamente agli aventi diritto.
Qualora sopravvengano giustificati motivi il giudice​ può disporre la revoca o la modifica dei provvedimenti relativi all'assegno di mantenimento e alla prestazione degli alimenti.

ATTENZIONE: I contenuti di questa pagina si riferiscono a fattispecie e situazioni generali e non possono sostituire il contributo di un professionista qualificato. Per ottenere un parere legale in ordine alla questione giuridica che interessa è possibile richiedere una consulenza legale on-line oppure fissare un appuntamento con l'Avvocato Cacciatore presso il suo Studio di ​Borgo XX Marzo, 1 - 43121 Parma.
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